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Archivio Storico Comunale

Archivio Storico Comunale

Municipio, Palazzo Campanari
Via Tasso, 37
45025 Fratta Polesine

Modalità di consultazione e accesso alla sala studio: su appuntamento

Per info e richieste di consultazione:

Micaela Bragato
Tel. 0425.668030
Fax 0425.668607
e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.comune.frattapolesine.ro.it

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Libri d'archivio

libri darchivioLa biblioteca legale d'ufficio, nata contestualmente all'archivio, recentemente recuperata, consta di circa 2.000 volumi che coprono l'arco temporale che va dalla dominazione francese alla Repubblica Italiana. è costituita da raccolte normative, testi giuridici e manuali tecnico-amministrativi acquisiti dall'Ente a supporto dell'attività amministrativa e collocati, a conclusione del loro utilizzo, al pianterreno dell'edificio comunale, in contiguità con la documentazione archivistica. Rappresentano una memoria scritta sinergica a quella documentaria, che favorisce la conoscenza del contesto istituzionale e normativo nel quale ebbero origine i do cumenti rivestendo, a tal fine, un grande spessore culturale.

La raccolta più antica è il Bollettino delle leggi del Regno d'Italia dal 1802 al 1812.

La prima notizia dei libri d'archivio si riscontra nel verbale di passaggio delle consegne tra i vecchi e i nuovi deputati del Comune di Fratta del 1827 nel quale si elenca, tra gli atti d'archivio, anche 12 fascicoli di stampe pubblicate, patenti sovrane, il Bollettino delle leggi del cessato regime italiano in 24 tomi; n. 57 tomi della Biblioteca italiana; il Codice civile austriaco; il Codice penale austriaco; il Regolamento generale del processo civile. Notizie sulla consistenza di questi fondi sono presenti in tutti gli inventari successivi conservati.

Durante il Regno Lombardo- Veneto era obbligatorio il Bollettino delle leggi e degli atti di Governo e il Bollettino provinciale e rilegarli per una migliore conservazione. Con l'Unità d'Italia le spese per l'abbonamento alla raccolta ufficiale degli atti di Governo diventano obbligatorie.

Nella Guida amministrativa ossia commentario della legge comunale e provinciale del 20 marzo 1865 e del relativo regolamento con l'aggiunta di moduli e formulari ad uso delle Amministrazioni Comunali pubblicata da Carlo Astengo nel 1865 sono elencati i trattati di diritto amministrativo, manuali, dizionari e formulari che ogni Comune dovrebbe possedere perchè «il Consiglio Comunale che desidera che l'andamento dei servizi cammini il più rettamente possibile, non sarà mai quello che censurerà la Giunta per avere provveduto l'archivio del Comune dei libri che saranno ravvisati utili al più facile disbrigo di tale servizio».

Nella seduta del 21 novembre 1922 la Giunta Municipale, su proposta dell'assessore alle Finanze, valuta la vendita della raccolta completa delle leggi e degli editti del Governo austriaco nel Lombardo-Veneto (dal 18491859 compresi) e la raccolta delle leggi della Repubblica Cisalpina e del Regno napoleonico d'Italia dal 1803 al 1812 motivando che «le due collane sono benissimo conservate e rilegate. Possono essere utilissime ad una biblioteca in un centro di alta cultura ma sono assolutamente inutili qui, dove solo ingombrano una scansia».

All'unanimità la Giunta Municipale «autorizza l'assessore a raccogliere elementi per una accurata proposta» che fortunatamente non ha avuto seguito.

catalogo

Visualizza l'elenco dei periodici e dei libri d'archivio (pdf 63 KB)


Sala di Studio

sala studioLa sala di studio, al secondo piano del palazzo municipale, è stata inaugurata l'8 maggio 2009 in concomitanza con la presentazione dell'inventario a stampa dell'archivio storico comunale.

Occupa un locale un tempo sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso, come testimonia la lapide muraria con i nomi dei benefattori. Nella sala è stata collocata una parte della biblioteca legale d'ufficio e la raccolta di pubblicazioni di interesse locale su Fratta Polesine o prodotte in ambito comunale, destinata ad arricchirsi con tesi di laurea, articoli e studi prodotti dalla consultazione dei documenti dell'archivio storico.

A disposizione degli studiosi vi sono anche gli inventari della collana degli Archivi non statali della Regione del Veneto ed altri libri sugli archivi del territorio. Il Regolamento comunale dell'archivio stabilisce le modalità di accesso alla sala di studio.

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NORME DI ACCESSO ALL'ARCHIVIO STORICO COMUNALE

La consultazione dell'archivio storico comunale

La consultazione dell'archivio storico comunale, conservato nella sezione separata d'archivio, è disciplinata dal regolamento approvato dal Consiglio comunale. I documenti dell'archivio storico sono consultabili gratuitamente da chiunque, cittadino italiano o straniero, con uguali diritti e doveri, ad eccezione di quanti risultino essere stati formalmente esclusi dalle sale di studio con provvedimento ministeriale. Fanno eccezione, secondo la normativa di legge, i documenti di carattere riservato relativi alla politica estera o interna dello Stato che divengono consultabili cinquanta anni dopo la loro data; contenenti dati sensibili e dati relativi a provvedimenti di natura penale espressamente indicati dalla normativa in materia di trattamento di dati personali, che divengono consultabili quaranta anni dopo la loro data. Il termine è di settanta anni se i dati sono idonei a rivelare lo stato di salute, la vita sessuale o rapporti riservati di tipo familiare. L'accesso, per motivi di studio, ai documenti esclusi dalla consultazione può essere autorizzata dal Ministero dell'Interno, tramite domanda da indirizzare direttamente alla Prefettura di Rovigo. Il Referente dell'archivio storico può escludere dalla consultazione e/o dalla fotoriproduzione i documenti il cui stato di conservazione renda necessario tale provvedimento.

Autorizzazione alla consultazione dei documenti

Per consultare i documenti dell'archivio è necessario presentare domanda al Comune, anche via fax, indicando l'oggetto della ricerca e le sue finalità, impegnandosi a consegnare all'Ente, gratuitamente, una copia dell'eventuale pubblicazione o dell'elaborato realizzato consultando le fonti d'archivio. Gli elaborati e le tesi ricevute sono escluse dalla consultazione pubblica, salvo diverse indicazioni dell'autore. L'autorizzazione, rilasciata dal Responsabile del servizio archivistico, è strettamente personale, è valida per una singola ricerca e per l'anno solare in corso. Una volta ottenuta l'autorizzazione alla consultazione, l'accesso alla sala di studio va preventivamente concordato con il Referente del servizio. L'utente è obbligato a rispettare le norme per l'accesso alla sala di studio e il Codice di deontologia e buona condotta per il trattamento di dati personali per scopi storici.

Accesso alla sala di studio

Gli utenti ammessi alla sala di studio sono tenuti ad esibire un valido documento d'identità e ad apporre la propria firma leggibile sul registro delle presenze giornaliere. È vietato introdurre nella sala borse, cartelle, giornali e contenitori di qualsiasi genere (che vanno collocati nell'apposito armadio che si trova a piano terra, di fronte all'entrata dell'ascensore) nonché cibi, bevande e altro materiale che possa compromettere la conservazione della documentazione. È assolutamente vietato fumare. È vietato l'uso di telefoni portatili e di altri dispositivi elettronici che possano arrecare disturbo ad altri studiosi. È consentito l'uso del computer personale previo avviso al Responsabile del servizio. Gli utenti che non rispettano le norme per l'accesso alla sala di studio potranno essere allontanati dalla stessa.

Consultazione dei documenti

Per l'individuazione dei pezzi da consultare ci si avvale degli elenchi e degli inventari presenti nella sala di studio e delle informazioni fornite dal personale addetto. Non possono essere richieste più di 3 unità archivistiche (buste, registri ecc.) per volta.

La consegna dei pezzi viene espletata immediatamente. Durante la consultazione l'utente deve avere cura di consultare un solo pezzo per volta e non compiere alcuna azione che possa danneggiare il materiale documentario.

E' vietato estrarre, danneggiare, modificare, scomporre o segnare in qualsiasi modo i documenti ricevuti in consultazione. Non è consentito scambiarsi le unità documentarie senza autorizzazione scritta dell'addetto della sala di studio. Il materiale va riconsegnato al termine della ricerca; a richiesta potrà essere tenuto in deposito temporaneo, a disposizione del richiedente, per un periodo massimo di tre mesi.

Fotocopie e riproduzioni fotografiche dei documenti

Possono essere effettuate fotocopie e riproduzioni fotografiche dei documenti dell'archivio storico comunale secondo le modalità fissate dal Regolamento comunale. Non è ammessa la fotoriproduzione dei documenti antichi e comunque in cattivo stato di conservazione e di difficile maneggiabilità o per i quali possa risultare evidentemente dannosa l'operazione ai fini della conservazione.

Pubblicazione di riproduzioni fotografiche di documenti

Per la pubblicazione di documenti dell'archivio storico comunale deve essere richiesta la relativa autorizzazione, impegnandosi alla consegna di due copie al Comune di Fratta Polesine.

Come citare i documenti dell'archivio storico comunale

La citazione di documenti o parti di documenti conservati presso l'Archivio storico del Comune di Fratta Polesine deve riportare l'indicazione esatta dell'Ente: "Archivio storico del Comune di Fratta Polesine" abbreviato in ACFP e i dati identificativi del documento (fondo e serie di appartenenza, unità archivistica, data del documento).

Visualizza il Codice Deontologico (pdf 1.5 MB)


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